Intervista a Simona Seravesi, Technical Officer WHO

Ecco qui l’intervista a Simona Seravesi, Technical Officer (One Health) presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità, Ufficio regionale Europa. Buona Lettura!

Nella tua carriera ti sei occupata molto di tematiche legate alla salute nei Paesi in Via di Sviluppo: negli ultimi anni quali sono stati i passi in avanti e quelli indietro avvenuti a livello politico globale nella gestione della sanità pubblica? 

Negli ultimi anni, importanti progressi sono stati compiuti in ambito di ricerca, sviluppo e scienza, contribuendo all’innovazione nel settore della salute globale. Un esempio rilevante è il vaccino contro la malaria. Si sono registrati anche risultati positivi in molti Paesi a basso reddito, grazie a un miglioramento nell’accesso alle cure e ai servizi sanitari. Tuttavia, parallelamente, si è assistito a una progressiva riduzione dei fondi: diversi Paesi, non solo l’Italia, hanno diminuito il proprio sostegno finanziario alla cooperazione allo sviluppo, in particolare nel settore sanitario.

Il ritiro degli USA dall’OMS e la sostanziale chiusura di USAID hanno inferto un duro colpo ai Paesi più fragili, non autosufficienti nell’acquisto di farmaci e strumentazioni. In che modo si stanno riorganizzando le strategie di cooperazione allo sviluppo in ambito sanitario? 

Di fronte al ritiro di USAID, non è emersa una vera strategia congiunta, ma piuttosto una reazione frammentata e caotica. Molti programmi sanitari rischiano ora di non poter più essere sostenuti, con un impatto significativo sulle popolazioni più vulnerabili e sull’accesso a cure e farmaci essenziali. Durante l’ultima Assemblea Mondiale della Sanità (WHA) di maggio, alcuni Paesi – come la Cina – hanno annunciato un aumento dei finanziamenti all’OMS. Anche filantropi come Bill Gates hanno preso iniziative concrete per far fronte alla situazione. Nel frattempo, l’OMS ha avviato un processo di riforma e riduzione del personale, il che avrà inevitabili ripercussioni sul suo mandato globale. Si auspica che l’Unione Europea assuma un ruolo più centrale e che economie emergenti come i Paesi BRICS contribuiscano in modo più significativo alla cooperazione internazionale.

Se avessi la possibilità di sbloccare o attivare una policy sanitaria globale, quale sarebbe la principale su cui ti orienteresti, e perché? 

In un contesto segnato dalla scarsità di risorse finanziarie e dall’ascesa dei nazionalismi, più che adottare nuove politiche sanitarie, è fondamentale vigilare sul rispetto del diritto alla salute, all’accesso alle cure e ai medicinali. È necessario ribadire il valore del multilateralismo, oggi messo in crisi dalla complessa congiuntura geopolitica.

L’ondata di scetticismo pregiudiziale nei confronti delle campagne vaccinali ha colpito anche i Paesi in Via di Sviluppo, dove si registrano resistenze alle vaccinazioni: in che modo le istituzioni internazionali stanno reagendo a questo pericoloso fenomeno? 

L’OMS è attivamente impegnata nella lotta contro la vaccine hesitancy, un tema complesso e profondamente politico. Lavoriamo in collaborazione con i governi, in particolare con i Ministeri della Salute, offrendo supporto nella prevenzione e promuovendo il cambiamento comportamentale. Tuttavia, è responsabilità dei singoli Stati condurre efficaci campagne di sensibilizzazione, rivolte a target specifici della popolazione.

Voci autorevoli parlano di prossime pandemie: quali sono state, a tuo avviso, le tre lezioni più importanti apprese – a livello globale – dopo il Covid19? 

La pandemia di COVID-19 ha dimostrato quanto facilmente un virus possa oltrepassare i confini nazionali. Abbiamo imparato l’importanza della condivisione dei dati e della pianificazione emergenziale – carente in molti Paesi – e ci ha fatto comprendere che la salute umana è strettamente interconnessa con la salute animale e ambientale: è il principio alla base dell’approccio One Health. Guardando al futuro, è necessario pianificare la prevenzione integrando tutte queste dimensioni, non limitandosi a reagire alle emergenze.

Ci potresti consigliare un libro e un film per poter approfondire o appassionarci al tuo lavoro? 

Consiglierei One Health. Pensare le emergenze del pianeta, edito da Il Saggiatore